Solidarietà alla Compagna Gina

di Valentina Torri
Nel 2013 si è aperta la vertenza delle lavoratrici delle pulizie, dipendenti della multinazionale Dussman, contro la riduzione del personale e di conseguenza della riduzione delle ore lavorative per la pulizia degli ospedali e distretti. Il Collettivo SOS, del quale Gina De Angeli fa parte, si e schierato fin dall’ inizio a fianco delle lavoratrici dichiarando che avrebbero sostenuto in ogni modo possibile ogni forma di lotta che le lavoratrici avessero deciso di portare avanti per fare in modo che questa vertenza si concludesse favorevolmente. Dopo due anni di incontri, presidi e manifestazioni nell’ ottobre 2015 la vertenza si  è conclusa a favore delle lavoratrici. Il Collettivo SOS è  sempre rimasto a loro fianco esprimendo solidarietà e sostegno, valorizzando la loro lotta, impegnandosi ad unire le forze perché “divisi siamo deboli uniti possiamo essere una forza”. In questa cornice va inquadrata Gina la quale nel settembre del corrente anno viene condannata a un mese di carcere e poche centinaia di euro per aver “istigato le lavoratrici a recarsi in comune per parlare con il sindaco durante la manifestazione autorizzata del giugno 2013  davanti all ospedale di Carrara promossa dai sindacati in sostegno alla vertenza”.  La verità è che Gina, da sempre è impegnata in difesa delle condizioni di lavoro e contro lo smantellamento della Sanità Pubblica, e per questo andava colpita. L’occasione si è presentata prendendo a prestito un fatto privo di fondamento. La repressione non è solo quella aziendale, obbligo di fedeltà all azienda, ma bensì sociale per separare i lavoratori tra loro e con il resto delle masse. Forme di repressione tese non solo a colpire quelli che non vogliono sottostare ma ad infondere la paura come deterrente e monito nei luoghi di lavoro inducendo i lavoratori al silenzio come unica risposta possibile. Chi conosce Gina sa con certezza che non sarà certo un decreto penale  di condanna a fermare lei e la sua militanza assidua , determinata e generosa.

Mentre la Sanità cade a pezzi e la sicurezza dell’utenza deve sottostare a logiche di profitto, il sistema giudiziario condanna chi fa informazione e lotta  per i diritti di  lavoratori e cittadini. La sentenza che vede condannata Gina dal tribunale di Massa per aver portato solidarietà alle lavoratrici Dussman, è una sentenza profondamente ingiusta che conferma la volontà delle istituzioni giudiziarie di intimidire chi quotidianamente lotta per la difesa del posto di lavoro e per i propri e altrui diritti.

Invitiamo tutti a conoscere e a far conoscere la vicenda di Gina e a fare muro comune contro la repressione che quotidianamente colpisce chi resiste per difendere beni comuni e diritti fondamentali sanciti dalla Costituzione come quello del diritto alla cura e alla dignità dell’individuo.

chi lotta non va mai abbandonato” non e un semplice slogan ma una pratica politica da sostenere e attuare perché uniti si può, se non vincere, almeno provare a farlo.

Sabato 18 novembre presidio solidale e di informazione a Massa…….
Pietrasanta Reporter, in prima linea sulla notizia,  si associa
Guarda l’intervista

Guarda
alcuni messaggi di solidarietà qui

il sindacato è un’altra cosa 

Osservatorio sulla repressione 

S.I. Cobas

 

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